Jessica Carroll 2017-02-05T14:48:11+00:00

Project Description

Mostra Jessica Carroll: sculture che nuotano, volano, cantano.

18 Marzo – 9 Maggio 2010 | Torino

Vent’anni di lavoro attraverso alcune opere emblematiche, partendo dalla ricerca fotografica, per passare al disegno, alle incisioni e infine alla scultura.

  • Associazione GolfArt Torino - Amare la cultura
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La mostra è un progetto di Pegi Limone, presidente dell’Associazione GolfArt, che ha anche il merito di aver portato l’esposizione all’interno di  uno spazio particolarmente suggestivo: la chiesa di San Michele Arcangelo uno dei gioielli della Torino barocca, tra Via Giolitti e Piazza Cavour.  Realizzata su progetto di Filippo Juvarra a fine ‘700 la bella chiesa a pianta esagonale è oggi officiata dai cattolici di rito bizantino.

Curata da Francesco Poli con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRT e il Patrocinio della Provincia di Torino e della Città di Torino.

Jessica Carroll

Nata a Roma nel 1961 dalla scrittrice Simona Mastrocinque e dall’artista americano Robert Carroll, Jessica ha scelto Torino come patria di adozione “forse perché  la più nordica delle città italiane, date le origini napoletane-scozzesi” ma soprattutto per il clima culturale e artistico in cui ha trovato l’humus artistico ideale.
Vent’anni di lavoro attraverso alcune opere emblematiche, partendo dalla ricerca fotografica, per passare al disegno, alle incisioni e infine alla scultura. Protagonista indiscussa dei lavori della Carroll una natura delicata e gentile, solo apparentemente semplice,  che si incarna in lavori fortemente simbolici e di grande suggestione.

Le opere nate dallo studio della waggle dance delle api -il linguaggio con cui le api comunicano fra loro-  sono un esempio importante di come Jessica Carroll tragga ispirazione dall’ambiente e da ciò che in natura è già simbolico. Le api, i loro precisi sistemi di comunicazione, la loro rigida organizzazione sociale si contrappongono al plasticissimo ed autonomo comportamento umano evidenziando in questo modo uno dei compiti fondamentali della ragione: quello della ricerca dell’orientamento.

Così il tema del colore verde, che si ritrova in lavori come Il Verde Nuovo e I Love You Too.

L’arte per Jessica Carroll è dunque un linguaggio privilegiato che può aiutare l’uomo a rendere visibile l’interiorità e a recuperare la trasparenza dell’incontro.

Fra le opere più recenti 13 modi di guardare un merlo:  ispirata a una poesia di  Wallace Stevens, 13 merli neri con il becco giallo scolpiti in un unico blocco di marmo nero del Belgio. 13 e infiniti modi  di percepire la realtà  da un unico centro che però rimane sempre esterno a noi e intorno a cui si ruota come una barca attaccata ad un gavitello.

La rassegna stampa dell’evento.

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